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Un rinomato artista plastico non molto tempo fa diceva che D G ha il cervello nella testa ma il cuore e l’anima nelle mani! Per questo le sue sculture non sono soltanto opere d’arte ma espressioni d’allegria, tristezza, sguardi che mandano messaggi di tenerezza, ingenuità o di buon augurio e sempre, senza eccezione, carichi di profonda umanità.

Dora Gabay non è soltanto un’artista plastica o una eccellente scultrice: è una venezuelana che ha il sangue trasbordante di umanità, di amori semplici, che battono abilmente l’impasto per preparare “arepas”; o che, splendenti al sole di Barlovento, ballano al ritmo bollente dei tamburi africani; che chiudono gli occhi e contraggono il corpo e rilassando le labbra aprono le porte a baci amorosi. Donne con abilità di tradizioni centenarie, sgranano i frutti del cacao con viso soddisfatto per il buon raccolto della terra. Venditori di gelato attirano le illusioni dei bambini con il sapore avvolto in carte colorate. E un San Michele Arcangelo, armato di gentilezza che discende nell’immensa lobby di uno dei più moderni edifici nel sofisticato quartiere Las Mercedes di Caracas, non per minacciare ma per accogliere e difendere.

Dora Gabay mostrò il suo talento plastico sin da piccolina quando ancora non immaginava di diventare scultrice. Ma con sorprendente precisione intagliava figure in tronchi di legno. Quando da giovane cominciò a far carriera in pubblicità trovò il tempo per impegarsi in corsi delle varie discipline artistiche, incluso la complicata e delicata lavorazione del vetro come testimoniò uno straordinario cacatua policromo.

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I suoi insegnanti di quel tempo, a metà degli anni ’90, furono: Daniel Briceño, Fenier Pérez, Haydée Arias y Antonio Chiffone nel Modellato Basico e Modellato di Figura Umana; Carlos Finales in Tecnica dello Smalto sulla Ceramica, Laura Palazzi in Tornio e Beatriz Peñín nel Vetro.

Partecipò alla sua prima esposizione collettiva, “Femministe”, nel 1995 nella Galleria “La Tartaruga Blu” e da allora in altre 17 collettive in diverse gallerie, sale espositive e hotel importanti come il Tamanaco e l’Embassy Suites.

Dal 1996 fino a oggi le sculture in resina e in bronzo di Dora Gabay sono state oggetto di 7 esposizioni individuali e 2 in preparzione, mentre rilevanti mercanti d’arte di Caracas, Miami, New York, Filadelfia, Bogotà, Santo Domingo, Roma e altre città, promuovono con grande interesse le sue opere. Molte delle quali, sono già in possesso di collezionisti molto prestigiosi di Caracas, e delle città menzionate. E altre, sono entrate a far parte di collezioni private di personalità come Luciano Pavarotti e il poeta russo Yevgueni Yevtushenko.

Una caratteristica distintiva di Dora Gabay è che non si è limitata a realizzare ciò che ha imparato dai suoi maestri. Sulle basi acquisite da autodidatta è diventata un’artista completa che non solo modella ma esegue personalmente e, con l’aiuto della sua équipe di artigiani, esegue tutti i passi della lavorazioen delle sculture fino alla rifinitura del bronzo e della resina. Le sue opere vanno da un formato piccolo da circa 30 cm di altezza fino a più di 2 metri.

La sua opera figurativa mostra queste splendide donne che lavorano, che ballano, che cantano, ma anche uomini e donne in movimento che fanno sport, che stanno in equilibro su un monopattino o su vertiginosi trampoli, sempre sfavillanti in creative e originali combiazioni di colore. Non importa da quale angolazione si guardino, comunque richiamano l’attenzione esaltando l’allegria e lo spirito creativo della fantasia umana.

Dora Gabay mantiene la sua vocazione di continua crescita e sviluppa il suo fervore figurativo, aprendo nuove porte a cammini originali che sviluppano la sua interminabile fantasia nell’arte della sua potente immaginazione.

 

- Caracas, maggio 2016